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infezione alle vie urinarie

Estate e temperature alte, rischio di infezioni alle vie urinarie. Perché?

Con l’estate alle porte e le temperature che si alzano aumenta anche le possibilità di contrarre infezioni alle vie urinarie.

Quelle alle vie urinarie sono tra le infezioni più frequenti e diffuse che possono manifestarsi nel periodo estivo. Sono le donne a soffrirne di più ma ciò nonostante nessuno ne è immune nemmeno i bambini.

È molto importante riconoscere e trattare le infezioni delle vie urinarie adeguatamente e tempestivamente, per questo abbiamo chiesto al nostro Dott. Osvaldo Vivaldi, specialista in Urologia che presso il CMO effettua visite di prevenzione tutto l’anno, quali sono le possibili cause e soprattutto come prevenirle. Un’infezione alle vie urinarie si ha quando vi è la presenza di stintomi irritativi e di microrganismi patogeni, ad esempio batteri, nelle urine. Il più frequenti di questi è l’Escherichia Coli.

Prima di tutto il Dott. Osvaldo Vivaldi specifica che una terapia inadeguata favorisce proliferazione e le resistenza batterica offrendogli la possibilità di diventare insensibili agli antibiotici, per tanto ciò che non bisogna assolutamente fare sono le “cure fai da te” ma bisogna rivolgersi sempre ad uno specialista.

Ma quali sono le cause che possono favorire l’insorgenza di tali infezioni e come mai il periodo estivo sembra essere il “favorito”?

Temperature alte e sudorazione sono le principali cause. Il caldo indebolisce le nostre difese immunitarie, mentre l’aumento della sudorazione provoca disidratazione e, se non ci si idrata adeguatamente bevendo molta acqua durante l’arco della giornata, vi è concentrazione delle urine che vanno ad irritare le mucose e vanno a costituire un microambiente perfetto per la proliferazione batterica.
Inoltre, quando siamo al mare,  sabbia e acqua, sopratutto di piscina, sono un potenziale pericolo per le nostre vie urinarie in quanto ricettacoli di germi. Senza considerare che il costume bagnato spesso facilita la diffusione dei batteri. Non di meno una cattiva igiene intima e una detersione scorretta, l’abitudine di trattenere le urine a lungo, l’uso eccessivo di detergenti aggressivi e di salvaslip, nella donna, che trattengono umidità e non lasciano traspirare, sono solo alcune delle cattive abitudini che favoriscono l’insorgenza di tali infezioni. Un’altra causa di sviluppo delle infezioni alle vie urinarie è l’irregolarità intestinale in quanto, soprattutto nelle donne, i batteri riescono ad attraversare con facilità l’intestino arrivando nella vescica.

Per quanto riguarda i sintomi, come si manifesta questo disturbo?

Diversi sono i sintomi che ci possono far pensare di avere un’infezione alle vie urinarie, come il dolore durante la minzione. Tra i  sintomi che possono farci ipotizzare di avere un infezione alle vie urinarie, oltre al senso di bruciore quando si urina, ci sono:

  • un bisogno intenso, frequente e urgente di urinare
  • senso di peso o di dolore alla parte lombare della schiena o nella parte dell’addome sopra il pube
  • urine torbide, scure, con sangue o maleodoranti
  • sensazione di stanchezza o di fiacchezza
  • febbre o brividi di freddo

Come contrastare questo disturbo?

La prevenzione, come del resto sempre, è la risposta per evitare l’insorgenza e la recidiva di di patologie alle vie urinarie.
Alcune accortezze è doveroso seguire come:

  • bere almeno 2 litri d’acqua al giorno
  • curare l’igiene personale
  • evitare l’uso di prodotti per l’igiene intima che possono irritare
  • evitare indumenti intimi stretti e di materiali sintetici
  • assumere probiotici per una buona funzione intestinale
  • lavarsi bene e asciugarsi dopo essere andati in bagno e dopo aver fatto un tuffo in mare o in piscina.
  • avendo la certezza di aver svuotato bene la vescica
  • non dimentichiamoci della cura dell’igiene intima anche dopo i rapporti sessuali.

Insomma, se si sospetta di aver un infezione alle vie urinarie, ricorda il Dott. Osvaldo Vivaldi, bisogna rivolgersi tempestivamente ad un medico e eseguire l’esame delle urine, nel caso un’urinocoltura al fine di individuare il batterio responsabile, e che poi dovranno essere visionate durante la visita.

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