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La Risonanza Magnetica (RMN) é una moderna tecnica diagnostica non invasiva che fornisce immagini dettagliate del corpo umano. La RMN utilizza campi magnetici e impulsi di radiofrequenza e, quindi, non presenta il rischio biologico insito nell’utilizzo dei raggi-X.
Molte malattie e alterazioni degli organi interni possono essere visualizzate e quindi facilmente diagnosticate grazie alla RMN che rappresenta un prezioso ausilio nella diagnosi di malattie del sistema nervoso centrale e del midollo, delle ossa e delle articolazioni, degli organi addominali e dei vasi, nonché nella precoce identificazione di molti tipi di tumori.

Il C.M.O. è dotato di due RMN: Siemens Magnetom Symphony e Philips Achieva entrambe da 1,5 Tesla. Si tratta di apparecchiature sofisticate che consentono un significativo passo in avanti dal punto di vista della qualità diagnostica delle immagini. Vengono utilizzate in moltissimi campi: neurologico, neurochirurgico, traumatologico, oncologico, ortopedico, cardiologico e ginecologico. Nel moderno e continuo aggiornamento software delle apparecchiature, che è uno dei nostri obiettivi in materia, c’è la possibilità di poter eseguire sequenze dedicate per l’analisi spettroscopica.

La Spettro RM dell’encefalo permette la diagnosi differenziale di lesioni focali fornendo informazioni strutturali relative all’attività neuronale, proliferazione e degradazione cellulare, e quali trasformazioni subisce l’encefalo con attività necrotica e tessuto tumorale. L’utilizzo di macchinari RM ad alto campo magnetico consente di ottenere immagini dettagliate della struttura cerebrale, analizzabili poi da software dedicati per la visualizzazione e il confronto delle diverse componenti cerebrali. Questi parametri permettono di avere informazioni scientifiche su tutte le strutture corticali e sottocorticali.

La Spettro RM della prostata è un esame più completo per valutare la ghiandola , molto richiesto per l’alta incidenza delle lesioni e l’alta frequenza del tumore che ci permette di ottenere non solo una valutazione morfologica ma anche funzionale. La spettroscopia è in grado di dare moltissime informazioni funzionali e metaboliche ma richiede una grande attenzione tecnica, in quanto il risultato finale di un esame spettroscopico non è un immagine anatomica ma uno spettro, non sempre facilmente interpretabile. Per questo è necessario che specialisti di alto livello, come i medici che troverete al C.M.O., si occupino di questo tipo di indagine.

La CineRMN Liquorale è un’analisi quantitativa e qualitativa del liquor cefalorachidiano per la diagnosi della malformazione della fossa cranica posteriore (ARNOLD CHIARI). Tale esame viene effettuato con macchinari RM dotati di software dedicato allo studio della dinamica liquorale. Questa metodica mantiene le caratteristiche di innocuità e buona iconografia che contraddistinguono la Risonanza Magnetica, introducendo però una valutazione di tipo funzionale, e non solo anatomico, del sistema liquorale cerebrale.

cine RM

La Perfusion RMN è un’analisi perfusiva dei circoli arteriosi cerebrali. Questa tecnica è quindi completamente non invasiva, non richiedendo l’iniezione di alcun contrasto esogeno. Uno degli obiettivi principali dello studio della perfusione cerebrale con RMN nella fase iperacuta-acuta dell’ictus cerebrale ischemico è quindi quello di identificare l’area lesionale cerebrale e di differenziare il tessuto di penombra ischemica, recuperabile con intervento terapeutico adeguato e tempestivo, da quello, eventualmente, irrimediabilmente lesionato.

La trattografia con tensore di diffusione (DTI) è una tecnica di Risonanza Magnetica che permette l’analisi delle proprietà diffusive e della direzionalità del flusso delle molecole d’acqua all’interno dei tessuti e delle strutture cerebrali in condizioni sia fisiologiche che patologiche. Questa tecnica di risonanza magnetica prevede l’uso di uno strumento (il tensore di diffusione) che permette di ottenere immagini anche tridimensionali basandosi sull’analisi del movimento delle molecole d’acqua presenti nei tessuti del cervello. I dati ottenuti possono essere utilizzati anche per mappare tridimensionalmente la sostanza bianca, metodica che prende il nome di trattografia.

La Cardio RM è una metodica di studio non invasivo del cuore acquisendo immagini morfologiche e dinamiche delle strutture. Sfruttando differenti tipi di sequenze è possibile quindi ottenere informazioni differenti circa la morfologia, la composizione e la funzione delle differenti strutture del cuore. Si tratta di un esame di seconda istanza dopo l’Ecocardiografia e, grazie ad una valutazione multifattoriale propria dell’indagine, risulta particolarmente utile a determinare il più idoneo iter terapeutico e la prognosi del Paziente cardiopatico.

cardio RM

La Angio RM degli Arti Inferiori è una tecnica che viene utilizzata per lo studio delle angiodisplasie (crescita abnorme di vasi venosi e arteriosi all’interno dell’organismo). L’Angio Risonanza Magnetica degli arti inferiori viene utilizzata per integrare le informazioni acquisite con una TAC, oppure nel caso non sia possibile eseguire la metodica di elezione. Per eseguire l’esame il paziente viene posizionato supino sul lettino della risonanza magnetica. A livello degli arti inferiori, vengono appoggiate delle bobine ricetrasmittenti (dispositivi flessibili in grado di inviare e ricevere segnati elettromagnetici).

La risonanza magnetica (RM) mammaria è una metodologia sempre più utilizzata, soprattutto per quelle applicazioni che richiedono la somministrazione di mezzo di contrasto (MdC) paramagnetico, mentre permane il ruolo della RM senza MdC nella valutazione degli impianti protesici.

La biopsia mammaria è ritenuto il metodo migliore per esaminare un’area sospetta del seno e stabilire se sia presente o meno il cancro. Una biopsia al seno fornisce un campione di tessuto che i medici specialisti del C.M.O. utilizzano al fine di identificare le anomalie nelle cellule che creano i noduli o altri cambiamenti inconsueti del seno.

In relazione al tipo di patologia da studiare e a discrezione del medico, al paziente può essere somministrato un mezzo di contrasto per via endovenosa, al fine di esaltare i contrasti tra diversi tessuti. A differenza di altre indagini diagnostiche (come la TAC), la quantità di mezzo di contrasto necessaria per la diagnosi è relativamente modesta.
Essendo l’apparecchiatura una sorta di” grande calamita”, dovrà essere accertata la presenza di pace-maker cardiaco, pompe di infusione interne, neurostimolatori o protesi all’orecchio interno, impianti che possono subire danneggiamenti sotto l’azione del campo magnetico.
Analogamente possono costituire controindicazione all’esame la presenza di schegge metalliche all’interno del corpo e in particolare in vicinanza degli occhi, clips o altri impianti metallici a seguito di interventi chirurgici al cervello o al cuore, specie se inseriti molto recentemente o in epoca pre RMN.
E’ bene, inoltre, segnalare l’eventuale stato di gravidanza, specie se nel primo trimestre, ed eventuali allergie nel caso di utilizzo del mezzo di contrasto.

Risonanza Magnetica
Risonanza Magnetica