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Francesco Iaselli

Intervista al Dott. F. Iaselli, Direttore Tecnico della Radiologia del CMO

Novembre è il mese della salute maschile e della prevenzione del tumore alla prostata ma, nonostante il periodo delicato dal punto di vista sanitario che stiamo affrontando, il Dottore F.rancesco Iaselli Direttore Tecnico della radiologia al CMO, ricorda quanto è fondamentale continuare a fare prevenzione e/o screening periodici: “Rinviare oggi visite di screening o di prevenzione, così come ritardare follow-up oncologici, può trasformare un problema piccolo e risolvibile in una situazione complessa e di difficile gestione fra sei mesi o un anno”.

Ancora, il Dottore sottolinea che circa l’80% degli uomini, durante l’arco della vita, non ha mai effettuato una visita urologica questo perché tendenzialmente sono molto meno attenti e meno costanti a fare prevenzione rispetto alle donne. Di conseguenza ciò comporta prima di tutto ritardi nella diagnosi e complicazioni che si potrebbero benissimo evitare. Il cancro della prostata, difatti, è la neoplasia maschile più frequente dopo i cinquant’anni di età che se diagnosticata in una fase precoce, iniziale, può essere trattata in maniera radicale senza dover ricorrere a terapie più invasive, potenzialmente causa di due temuti effetti collaterali, l’incontinenza urinaria e l’impotenza.

Il CMO offre ai pazienti da diversi anni, così come per altre patologie, visite urologiche gratuite tutto l’anno per la prevenzione del cancro alla prostata. Tutti gli uomini dovrebbero farla ogni anno a partire dai cinquant’anni o in casi di familiarità a partire dai quarantanni. L’Urologo visita il paziente e valuta il PSA, antigene prostatico specifico, ricavabile da un semplice prelievo di sangue.

Durante l’intervista, oltre della prevenzione, il Dott. Iaselli ci parla di tecnologia e innovazione soprattutto inerenti alle patologie della sfera maschile e o come al CMO si sta continuando a lavorare a pieno regime anche durante il Covid-19. Con qualche modifica certo, ma per mettere in sicurezza il paziente e cercare di contenere i contagi ma ciò che conta è che diagnosi e prevenzione non si fermano!

Francesco Iaselliclicca per visionare l’intervista integrale

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